Marea Tossica

Titolo: 《MAREA TOSSICA》

Titolo originale: 《荒潮》

Autore: Chen Qiufan (陈楸帆)

Traduzione di: Benedetta Tavani

Prima edizione originale: 2013

Prima edizione italiana: 2020

Marea Tossica è un romanzo fantascientifico del 2013 scritto da Chen Qiufan. La narrazione dipinge un lugubre manifesto di denuncia sulle conseguenze del capitalismo e del consumismo globale: tecnologia non regolamentata, degrado ambientale e sanitario, cambiamento climatico, distribuzione estremamente ineguale delle risorse tra aree del mondo ma anche nelle stesse società.

TRAMA

Mimi è una ragazza dei rifiuti, come tanti altri si è diretta a Silicon Isle attratta dall’idea di un lavoro stabile e di una vita migliore, il paradiso che sognava si rivela un inganno e lei è costretta a lavorare assoggetta a una delle fazioni al potere della grande discarica a cielo aperto in cui vive in mezzo a baracchini fatiscenti, rottami, display rotti, circuiti e componenti elettrici, fili di plastica in attesa di essere smontati per il recupero dei metalli preziosi, rame e alluminio.

Qui Mimi viene a contatto con virus cibernetico dopo aver indossato un casco neurale trovato tra i rifiuti, una volta infettata in lei si sviluppa una seconda personalità che le conferisce delle abilità fuori dalla norma, come la capacità di collegarsi a dispositivi elettronici vicini senza il contatto o mediazioni di un altro apparecchio.

Marea Tossica

La storia di Mimi si intreccia con l’arrivo a Silicon Isle di Scott Brandle e il suo interprete Chen Kaizong inviati dall’ azienda americana TerraGreen Recycling per investire nell’industria locale a patto che si adegui a metodologie innovative e standard di riciclo più alti, contratto che su carta sembrerebbe avvantaggiare soprattutto l’isola, ma la provenienza estera della proposta desta i maggiori sospetti. “Scott Brandle” in realtà è solo una copertura, infatti, la sua missione è una truffa, assicurava alla gente un lavoro, ma sotto forma di mansioni ripetitive e meccaniche, turni interminabili in cambio di salari più bassi di quelli ottenuti un tempo dai loro genitori.

La sua farsa viene però scoperta dall’organizzazione Fiore di Farfara che gli assicura una via di uscita dall’isola, la cui atmosfera si sta surriscaldando a causa della mobilitazione della gente dei rifiuti contro i nativi, la classe al potere. Scott dovrà però trovare le prove che una delle aziende finanziatrici, la SBT ha violato la Convenzione di Basilea sul trasporto transfrontaliero di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento. La prova è Mimi, o meglio Mimi 1, e la protesi neurale che aveva indossato e il virus in grado di “far ripartire” le connessioni sinaptiche invecchiate del cervello risultato di una delle sperimentazioni Progetto Marea tossica.

Nel frattempo, Mimi riesce collegandosi ad un archivio anarchico online a mostrare la situazione di Silicon Isle al mondo esterno, viene però raggiunta da Scott che tenta di rapirla ed è solo grazie a Chen Kaizong, il quale si è affezionato alla ragazza, Mimi riesce a sopravvivere seppur mantenendo molto poco di sé stessa, infatti, durante la colluttazione una scossa elettrica ha disintegrato la struttura del suo cervello.

L’epilogo è ironico, la TerraGreen Recycling sigla un accordo con il governo di Silicon Isle per la costruzione di un parco industriale di riciclo e le cure sperimentali a cui viene sottoposta Mimi nel tentativo di rigenerare le sue facoltà mentale non è altro che un farmaco del Progetto Marea tossica.

AMBIENTE

“Silicon Isle” è una copia fittizia della città reale di Guiyu nella provincia del Guangdong, la maggior parte della descrizione delle attività della “gente dei rifiuti” è ciò che l’autore ha visto concretamente.

La città è avvolta da miasmi, derivanti dalle attività di riciclo di rifiuti elettronici, principale attività economica e unica possibilità per molti, che si alzano dalle vasche di soluzioni per la decomposizione dei dispositivi e dai roghi accesi con PVC, gomma, circuiti di vario genere, schede elettroniche... niente si salva né i vestiti, né gli occhi, né la pelle, né le vie respiratorie di chi ci lavora ma che ci vive anche.

Marea Tossica tema ambiente

Chen Qiufan racconta che il comportamento dei lavoratori migranti nel suo libro è esattamente quello dei lavoratori di Guiyi, sono stati schivi e diffidenti sospettando forse fosse un giornalista che con le sue domande avrebbe messo a rischio i loro già esigui guadagni, infatti all’aumentare dell’attenzione mediatica, così anche la pressione su chi al potere si trova costretto a chiudere ulteriori centri di riciclaggio. Tornato nel proprio ufficio, pulito e in ordine equipaggiato di tutto punto con un purificatore ambientale, decide di scrivere una storia per raccontare gli orrori che aveva visto.

L’autore non sembra dare ragione a nessuna delle parti coinvolte nella discarica a cielo aperto che è Silicon Isle, discutendo sia l’inefficienza dei controlli cinesi per importazione delle merci e il poco interesse dall’alto per le condizioni dei lavoratori e le conseguenze del loro lavoro, così com’è evidentemente critico dei paesi sviluppati che utilizzano quella città e molte altre come il proprio cestino dei rifiuti, nella convinzione che nasconderli sotto al tappeto lontano da sé sia la soluzione al problema. Effettivamente le conseguenze della dispersione delle scorie elettroniche non sono prevedibili sin dall’inizio, non si può controllare fin dove arriva l’inquinamento, che influiscono o influenzeranno il quotidiano di tutti anche di coloro che sembrano trarre vantaggio proprio dalla gestione dei rifiuti.

Chen Qiufan riconosce nelle sue interviste che anche la Cina produce tonnellate e tonnellate di spazzatura digitale a causa della tendenza al consumismo, e tutto ciò che il paese non riuscirà a smaltire o riciclare finirà in una altra Guiyi in altro luogo del mondo, come l’Africa o il Sud America, in ciclo di inquinamento e di tentativi di aggiustare le cose che non sono mai abbastanza.

Questo aspetto viene analizzato oltre che con la condizione di Mimi e dell’altra gente dei rifiuti, anche dalla prospettiva di Scott Brandle. Lui è colui che meglio incarna l’interesse economico, non a caso la sua professione ha preso il nome di “Sicario economico” a discapito dell’ambiente, della popolazione, del mondo. La TerraGreen Recycling ha inventato una tecnologia per riciclare e riutilizzare oltre l’80% degli elementi “rari” nei microchip, batterie e display. Tuttavia, il processo di lavorazione era altamente inquinante, con standard che superava di gran lunga quelli dell’EPA e:

l’azienda che si occupava dello smaltimento era tenuta a finanziare un fondo fiduciario per ripagare in anticipo i danni ambientali che avrebbe causato. In più, come se i costi del lavoro non fossero già abbastanza elevati, la legge americana prevedeva che i titolari delle compagnie acquistassero dispendiose assicurazioni per i loro operai, e che accantonassero dei fondi di attenuazione dei rischi per prevenire l’eventuale insorgenza, nei decenni a venire, di patologie legate al lavoro. [...] Perciò, la TerraGreen Recycling doveva escogitare una strategia d’appalto creativa che fosse compatibile con le leggi esistenti. Sotto lo stendardo della “green economy”, la TerraGreen Recycling avrebbe trasferito rifiuti e scarti inquinanti nei paesi d’oltremare, nelle vaste terre delle nazioni in via di sviluppo. Avrebbe aiutato questi paesi a costruire parchi industriali e linee di produzione e si sarebbe goduta la loro inesauribile manodopera sottopagata; in cambio, secondo i termini del contratto, avrebbe avuto accesso a una corsia preferenziale per l’acquisto delle preziose terre rare a prezzo scontato.

TECNOLOGIA

La società in cui viviamo oggi è dominata dalla tecnologia dove tutto è definito dai big data, dalle visualizzazioni, dalla statistica. In Cina forse tutto ciò è anche più estremo di quelli che abbiamo noi in Italia, un tocco sul touchscreen o un riconoscimento vocale puoi prenotare il ristorante, un taxi, farti inviare a casa un caffè o la spesa o vestiti o altri prodotti tecnologici. Facciamo riferimento ad algoritmi per dirci dove andare a mangiare, che cosa guardare, chi ascoltare o che cosa ci debba piacere. Tutto quello che facciamo online è monetizzato, dove guardiamo sullo schermo, quanto teniamo un post o una pagina aperta, le foto, i commenti o le recensioni che carichiamo, tanto che l’essere produttivi come i nostri dispositivi è un ideale che si è infiltrato oltre che nel lavoro che nella vita privata di molti.

Marea Tossica tema ambiente

Il risultato è un senso di inutilità diffuso che porta a quello che l’autore riferisce come “involuzione”, termine preso in prestito dall’antropologia per indicare un processo che ricade su sé stesso impedendo chi vi è coinvolto di proseguire oltre. Si perdono i propri corpi (le protesi del libro sono definite “beni corporei veloci” che vengono cambiate costantemente per essere alla moda), si perde la propria natura (Mimi entra in contatto con un virus digitale che letteralmente installa nel suo cervello una nuova personalità), i propri valori e la propria umanità (non ha caso nel romanzo si è arrivati a creare tecnologie che vengono descritti così: “Il loro scopo, aveva sentito dire Mimi, era infliggere una scarica di dolore a una persona e trasformarla in una scarica di piacere per un’altra. Chi indossava il casco viveva un’esperienza più intensa, più travolgente e più intossicante di quella indotta da qualsiasi altra droga nella storia dell’uomo”).

L’effetto del progresso viene denunciato forte e chiaro da Mimi 1:

Gli umani enfatizzano sempre troppo gli effetti della cultura. La compassione, la simpatia, la vergogna, l’onestà...la moralità. Da lungo tempo, forse da molto prima dell’origine della specie umana, questi elementi risiedono nella vostra corteccia cingolata posteriore, nel giro frontale e nel solco temporale superiore, e nelle regioni dorsolaterali e ventromediali della vostra corteccia prefrontale. Tali schemi neurali vi hanno permesso di empatizzare con il dolore e la paura di altri individui. Nel lungo processo evolutivo, queste basi fisiologiche hanno aiutato la specie umana a controllare o reprimere i vari istinti dei primati, l’egoismo, i desideri sessuali incestuosi, la competizione spietata e così via, perché hanno sostituito il principio della collaborazione e i legami identitari del clan al conflitto, hanno elevato l’armonia sociale al di sopra della pulsione sessuale individuale, hanno imposto la morale sulla forza. È così che la razza umana è sopravvissuta. Ma la tecnologia moderna ha minato queste basi. I drogati di tecnologia che indulgono in overdosi di dopamina hanno distrutto le loro connessioni sinaptiche e sviluppato un morbo di natura morale. [...] è una piaga globale.

Non è un caso allora che la fantascienza esplori i possibili esiti dello sviluppo tecnologico e spesso gli autori del genere siano quasi ricalcati come degli “oracoli” che analizzano la realtà e problemi reali attraverso la narrativa e che rispondano a domande esistenziali sul nostro futuro, sulla nostra spiritualità, il nostro significato quando siamo già ora così dipendenti dai nostri dispositivi.

Per approfondire

"Silicon Isle" il luogo dove si svolgono le vicende del racconto (in cinese "硅屿") ha una pronuncia simile a "贵屿", Guiyu, la città reale a cui è inspirata, nella provincia cinese del Guangdong.

+ “Looks are deceiving in Chinese town that was US e-waste dumping site”, 6 Gennaio 2017.

+ “China’s e-waste disposal town transforms into national recycling hub”, 10 maggio 2025.

+ “Guiyu’s E-Waste Dilemma: Recycling, Health Risks, And Local Livelihoods”, 27 gennaio 2026.